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Il boom della bioedilizia, testimoniato dal report di FederLegnoArredo, non è semplicemente una nuova moda ma un nuovo modo di intendere l’edilizia. Il cambiamento infatti non è solo una questione di pratiche ma è in realtà un nuovo modo di intendere i materiali per l’edilizia. La bioedilizia, più che un nuovo linguaggio, non è altro che il futuro dell’edilizia.

Legno e materiali naturali.

Che il settore dell’edilizia sia in crisi è noto da tempo e le cause sono tanto disparate quanto già note. La bioedilizia, nonostante le difficoltà di categorizzazione, è cresciuta dai 171m di mercato globale del 2017 fino ai 377m circa nel 2022 stimati dallo studio di Allied Market Research. Si tratta di una crescita di più del 100%, in netta controtendenza rispetto al settore generale. Abbiamo già parlato dei vantaggi in termini di performance dei materiali naturali rispetto a quelli tradizionali ma come facciamo a capire cosa possiamo considerare bioedilizia e cosa no?

Cosa dice la normativa?

Di fatto non esiste, al momento, una normativa omogenea che ci dica in cosa consista la bioedilizia. Esistono vari tipi di certificazioni rilasciate dalle istituzioni per stabilire l’origine naturale dei materiali impiegati ma nessuna che sia riconosciuta universalmente. In Italia sono i Comuni a fornire i Criteri Ambientali Minimi ai quali fa riferimento chi costruisce in bioedilizia. Questi criteri impattano tanto sulle nuove costruzioni quanto sulle ristrutturazioni ma si limitano a fornire indicazioni su quelle che sono le certificazioni disponibili in relazione ai materiali e non a stabilire parametri necessari da seguire. Le certificazioni sono ancora semplicemente volontarie e dipendono, appunto, dalla volontà del produttore dei materiali di richiederle.

Le certificazioni ANAB/ICEA.

La principale certificazione di materiali utili alla bioedilizia viene da ANAB/ICEA, ovvero quella di “prodotto bioecologico”. I fattori che ne determinano l’approvazione sono l’impatto sulla salute dell’ambiente e della persona. Può sembrare superfluo parlando di edifici ad uso abitativo ma il materiale di cui ci circondiamo impatta necessariamente sulla nostra salute, tanto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha decretato che le morti causate da inquinamento indoor si attestano, su scala globale, a circa 2 milioni e mezzo di morti all’anno. I materiali della bioedilizia rispondono a questa problematica con soluzioni che milgiorano l’aria che respiriamo, assorbendo la CO2, invece che peggiorarla. Il legno è sicuramente l’opzione più famose e diffusa, specie nel formato XLAM, ma è solo una fra le tante.

Un futuro verde.

Le difficoltà del mondo istituzionale nel riconoscere e regolamentare il fenomeno della bioedilizia non sono comunque riuscite a fermarne la crescita: i vantaggi in termini di performance e costi vanno ben oltre questi impedimenti e il settore cresce comunque.  Il cemento e gli altri materiali tradizionali non reggono più il confronto e gli sviluppi tecnologici del settore confermano questo trend aumentando ogni giorno di più il vantaggio della bioedilizia sull’edilizia tradizionale.

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